martedì 4 dicembre 2018

"La seconda vita".


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  " La seconda vita" è il titolo di un volume, pubblicato quest'anno per le Edizioni Atelier Grafico (Schio), da Giacomo Molon e Giovanni Dalle Fusine, sull'arte e artigianato di trincea della Grande Guerra: è la "seconda vita" dei materiali fabbricati per uccidere, sotto forma di bombe e proiettili, e "piegati" successivamente ad uso pacifico dalle abili mani di soldati-artigiani, che ne ricavarono oggetti di uso quotidiano (come gli accendini), gioielli (anelli e bracciali) e altri souvenir (come i tagliacarte) o bossoli lavorati, spesso di grande bellezza e ispirati all'Art nouveau.
   Il merito del volume, che è un'ampia illustrazione della tipologia, degli scopi, delle tecniche di lavorazione e della destinazione d'uso di tali manufatti,  è in particolare quello di essere l'unica pubblicazione in italiano sull'artigianato di trincea che ha origine sul Fronte italo-austroungarico: la maggior parte dei libri (in francese, inglese, tedesco) si riferisce ad oggetti provenienti dal Fronte occidentale franco-anglo-tedesco o orientale russo-tedesco.
  In questo caso si tratta di una collezione iniziata dal padre di uno degli autori, Antonio Molon, e proseguita dal figlio Giacomo.
   L'interesse per la Trench Art (come viene definito l'artigianato di trincea nel mondo anglosassone) è nato per certi collezionisti dalla presenza nella famiglia di un nonno o altro parente, soldato nella Grande Guerra e autore di qualche oggetto: nel caso di Giacomo Molon, dalla circostanza dell' incontro personale con la venditrice in rete di un tagliacarte di fabbricazione sicuramente italiana. 
  L'approfondirsi dell'interesse per questi oggetti e la collaborazione con il giornalista Giovanni Dalle Fusine hanno prodotto questo volume, che si può considerare non solo una fonte di informazione ma anche un contributo importante allo sforzo di conservazione della memoria  (che speriamo non si esaurisca con il Centenario!) di quella immane tragedia che fu la Grande Guerra e un omaggio a chi visse e soffrì in essa.
  Il volume, corredato da molte fotografie e dettagliate didascalie, è articolato in otto capitoli, che illustrano
lo scenario della guerra in cui si sviluppò l'attività dei soldati artigiani (di cui si hanno accenni nella diaristica, nelle lettere e in varie opere letterarie),  lavori artigianali e quelli artistici, la classificazione, i materiali e le tecniche di lavorazione, qualche "storia".
  A chi non è interessato alla cultura materiale e, in questo caso, ad un aspetto della quotidianità dei soldati della Grande Guerra, gli oggetti che Molon e Dalle Fusine illustrano (e che sono presenti in tutti i Musei specializzati) possono sembrare di cattivo gusto, brutti o banali: in realtà, sono frammenti di esistenza, spesso rivelati da iscrizioni rievocative con nomi, luoghi e date (una sorta di ex-voto per lo scampato pericolo), di coloro che, scaraventati in trincea e privati degli affetti, hanno cercato di fissare la propria terribile esperienza e di mantenere i legami con il proprio recente vissuto, affidando a piccoli oggetti la volontà di non interrompere le relazioni con il mondo di "prima".

Alida Caligaris - 4.12-2018




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