giovedì 21 aprile 2016

L'Italia in guerra nelle pagine e nelle fotografie della rivista La Lettura 1915-1918

Il culto dei caduti in una poesia di Ada Negri
La Lettura 1 gennaio 1917
Poesia di Ada Negri pubblicata sul numero
del 1 gennaio 1917


"Sotto la grigia acquerugiola/lungo le vie dell'urbe/fuligginosa/lentissimo passa/il carro che fiori/non porta, ma porta/i tre colori/come ghirlanda/su piccola cassa./Soldati lo seguono,/volto composto impassibile,/fucile prono:/fanciulle lo seguono/anche'esse in assetto di guerra,/croce rossa su tunica blu./L'asfalto bagnato riflette/in scorci di trasparenze/gelide livide/l'ombre del triste corteo/che pare navighi navighi/su l'acque di un fiume/ch'abbia per rive il silenzio,/per foce la morte..."
Sul numero di gennaio del 1917 di La Lettura, la poetessa Ada Negri pubblica una poesia che contiene molti degli elementi che formeranno il mito dell'eroe ignoto all'indomani della Prima Guerra Mondiale in tutti i paesi che hanno partecipato al conflitto. La guerra per l'Italia dura da un anno e mezzo, per le altre nazioni in lotta da due anni e mezzo: i morti sono milioni e nel 1917 non si vede la fine di questa carneficina di massa generata dallo sviluppo industriale. Il culto del caduto anonimo nasce con la Grande Guerra; i morti in battaglia sono talmente tanti che i volti e i nomi si confondono, i dispersi non si contano, le facce dei soldati vengono sfigurate da orrende ferite.

Una pagina di La Domenica Illustrata con i volti e i nomi dei caduti, anno 1916

Una rivista mensile come La Lettura, edita a Il Corriere della sera e destinata ad un pubblico colto della media borghesia, non mostra nei suoi servizi giornalistici dal fronte i caduti italiani o austroungarici, ma si limita ad informare con articoli che spesso illustrano aspetti tecnici della guerra. Questo modo di raccontare il dramma che sta vivendo l'Europa non é solo di La Lettura, ma si può trovare anche in altre riviste pubblicate nelle nazioni in conflitto: la copertina del numero del 1 gennaio 1917 é di Achille Beltrame e mostra i sodati sciatori in un paesaggio invernale d'alta montagna.
Copertina di La Lettura del 1 gennaio 1917


L'intenzione di Beltrame é illustrare non solo il paesaggio in cui si combatte questa guerra "diversa" da ciò che avviene nelle pianure d'Europa, ma anche di mostrare un equipaggiamento adeguato e moderno dei nostri alpini.
I versi della poesia di Ada Negri sembrano proporre una visione non eroica della guerra: il paesaggio urbano é grigio per la pioggia che cade e avvolge di luce livida un corteo fatto di soldati tristi e fanciulle anch'esse coinvolte nella guerra come crocerossine. Questa presenza femminile introduce ad un tema caro a chi crede e crederà nella giustezza di questa guerra: l'unità della nazione vista nelle sue figure emblematiche, le vive forze dei giovani, maschi e femmine, comunque in armi.
"Da vani oscuri di porte/dai marciapiedi lucenti/pallide rapide genti/guardano: e gli uomini/con reverenza si scoprono/ il capo, e abbozzan le donne/ un segno di croce/ fra un sospiro ed un brivido..."
Chi é rimasto a casa, quel vasto fronte interno fatto di uomini anziani, donne e giovani non ancora chiamati al servizio militare, assiste al corteo e partecipa al lutto con gesti rapidi, quasi dettati dalla paura che per ognuno giungano cattive notizie. Ma chi é il caduto? Non l'eroico soldato delle copertine di Beltrame, l'alpino sciatore che sfida i ghiacciai, ma un giovane soldatino.
"Chi é?.../Un soldatino ignoto./Ancor quasi un bambino:/La cassa é così piccola/sotto il vessillo si grande!.../Forse laggiù al paese/la madre che lo aspetta/ch'egli sia morto non sa,/ancora non sa./E sferruzza una calza sull'uscio,/e sorride: A Natale verrà.../Un soldatino ignoto.../Vano é chiedere della sua culla,/e del suo nome e del tempo/che visse./Sappiam dove e come/morì. Ciascun passante/lo riconosce fratello/e mormora:-Addio!...-con la semplice/tristezza che in cuore ne scava/la morte di quegli che nacque/da nostra madre. Il suo nome/e in tutti ed in tutto. Il suo sangue/nostro era, ed il nostro era in lui./Sangue tornato alle pure/sorgenti donde zampillano/le forze degli uomini. Nome/divino: Patria."
Il tema dell'anziana madre che attende sferruzzando e pensa a suo figlio nella neve insieme agli altri soldati, era già stato trattato in una precedente copertina di Beltrame per La Lettura del novembre 1915.
A quel tempo si credeva, o si faceva credere, che la guerra sarebbe stata breve, ma l'evocazione di un paesaggio innevato é anche un segnale inviato ai lettori: ci attende un inverno di guerra, forse altri ne seguiranno.
 
Copertina di La Lettura del 1 novembre 1915

Ada Negri nel finale della poesia dedicata al soldatino senza volto e nome, ucciso in un luogo ignoto del fronte, annuncia uno dei temi dominanti della cultura italiana negli anni del primo dopoguerra, quando verranno eretti i monumenti ai caduti in tutti i paesi d'Italia e verrà tumulata sull'Altare della Patria la salma del soldato ignoto che rappresenta tutti i caduti nella Grande Guerra. E' quello del sangue versato per fare dell'Italia una nazione forte e rispettata. Questa forza é nel sangue dei vivi e dei morti e si mischia in un unico fiume che alla sua foce non avrà più l'approdo della morte, ma quello dell'eroismo. Il soldatino, quasi un fanciullo, figlio di una famiglia dalle umili origini, diventa così l'Eroe che dominerà l'immaginario degli italiani nel ventennio fascista e anche dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Sino a quando si farà strada una revisione critica della nostra storia nazionale e una diversa idea della parola Patria.

[Ada Negri nacque a Lodi nel 1870, fu una delle più note poetesse italiane tra la fine del XIX° secolo e la prima metà del XX°. Nata in una famiglia molto povera iniziò a scrivere versi fin da bambina e fu incoraggiata dai suoi insegnanti a proseguire gli studi conseguendo così il diploma di maestra. Ada Negri pubblicò poesie sul giornale "Fanfulla da Lodi" e "l'Illustrazione popolare" e fu scoperta dalla giornalista Sonia Bisi Albini che volle conoscerla e pubblicò una descrizione dell'incontro sul Corriere della Sera. Da quel momento per Ada Negri si aprirono le porte del successo come poetessa. Fu una figura nel mondo letterario italiano vicina al movimento socialista e conobbe i maggiori esponenti del socialismo italiano, tra cui Mussolini che seguì nel 1914 nella svolta interventista. Amica di Margherita Sarfatti, Ada Negri fu convinta fascista ottenendo appoggi e riconoscimenti con la nomina, prima donna, all'Accademia d'Italia. Gli ultimi anni dalla sua vita furono segnati da solitudine e tristezza; dopo il bombardamento della sua casa di Milano si trasferì di nuovo a Lodi. Morì nel 1945. Notizie tratte dal sito internet dell'Enciclopedia Treccani.]

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